Mattinata passata davanti ai programmi televisivi pro-casalinghi come Occhio alla spesa di Di Pietro (non il magistrato!). Il conduttore si è lasciato andare ad una tribuna sui fatti dell'anno soprattutto politici. Ha persino elargito consigli e rimproveri a Prodi e a tutta la maggioranza politica italiana. E' scattata, insomma, la "febbre del bilancio" che sta andando in onda in tutte le salse nei programmi televisivi di oggi, in attesa del discorso del presidente Napolitano. Ho scoperto che anche Sarkozy (il presidente della Francia) ogni fine anno fa il suo discorso in diretta televisiva. Singolare questa voglia di passare dal vecchio al nuovo anno con i discorsi. A me viene voglia di ancora maggiore silenzio degli altri giorni. Potessi starmene zitto e senza discorsi da qualche parte! Niente propositi, niente promesse, niente proclami insomma. Non sarebbe meglio?
Sarò in una puntata de "La squadra" a Febbraio. Il primo passo della Rivoluzione, dunque. Finisce bene l'anno, direi, dopo il workshop con Bernard Hiller. Ma non c'è molto tempo per i bilanci, meglio mettersi a pianificare il successo visto che è una roba maledettamente preparata. Il tempo di un panettone e un brindisi e poi tanto studio e tanti casting, si spera ;-)
"L’attore è prima di tutto (a professional human being) un essere umano professionista. Questo vuol dire che deve lavorare ogni giorno, che deve ascoltare qualsiasi cosa e che deve crearsi una disciplina. Essere attori è quindi imparare il più possibile su noi stessi, su chi siamo e imparare a vivere. La grandezza, non è, quindi, un incidente ma si crea con il lavoro e con la disciplina, giorno dopo giorno. Ciò che facciamo su noi stessi diviene efficace su tutto ciò che facciamo. L’attore sa che non deve concentrarsi su ciò che vuole ma su cosa deve diventare per ottenere ciò che vuole. Deve cioè badare a che tipo di persona diventare per ottenere ciò che vuole. Il successo è pianificato".
Questo è un breve passaggio degli appunti che ho preso durante una delle esperienze più incredibili della mia vita, il workshop con Bernard Hiller (sopra nella foto). Ho già scritto nel mio blog personale come e perché ci sono arrivato e cosa ha cambiato in me questa esperienza. Qui voglio parlare della rivoluzione in corso che è quella che questo coach americano ha iniziato da qualche tempo a questa parte. Invece che stare a piangersi addosso, a pensare che fare del cinema in Italia è quasi impossibile per gli attori esordienti ci ha spronato dal 19 al 25 novembre (le date della masterclass) a dare tutto il meglio di noi stessi per modificare le regole del gioco. E ora sappiamo che questo è possibile anche perché ci sono attori in giro per il mondo (California, Colombia; Spagna, Grecia) che hanno cominciato anche loro questa rivoluzione. Tocca a noi ora in Italia e visto le grandi motivazioni che ci ha dato il lavoro che faremo insieme credo che sentirete presto parlare del gruppo di gladiatori italiani delle classi di Bernard Hiller.