"Perché Aldo Moro? La questione della scelta dell'obiettivo da colpire è tutt'ora un problema che non trova d'accordo gli studiosi che da 26 anni si occupano del caso Moro. (...) L'attacco al cuore dello stato è l'evoluzione dell'esperienza fatta dalle BR nella prima fase della loro esistenza quando l'organizzazione si rese conto dello stretto legame esistente tra potere industriale e Stato". Inizia con questa domanda e queste considerazioni il nuovo viaggio nell'affaire Moro in Vuoto a perdere di Manlio Castronuovo (Besa Editrice), libro in uscita il 25 maggio, ma prenotabile sul sito www.vuotoaperdere.org già dal 9 maggio, anniversario del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani a Roma. E prosegue con altre domande cruciali e altrettanti tentativi di dare delle risposte o, almeno, di cercare degli elementi utili a chiarire una vicenda con molti lati ancora oscuri, nonostante i 29 anni trascorsi dalla vicenda e i cinque processi passati in giudicato.
Fra tante domande sulle quali il libro spinge il lettore a ragionare ce n'è una resa ancora più attuale dalla vicenda del rapimento e della liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo. "Lo scambio di prigionieri era praticabile? Dopo la prima fase del sequestro ed i primi tentativi di instaurare un dialogo politico con il suo partito e con il governo, fu lo stesso Moro a comprendere come la strada più praticabile era quella di giungere ad uno scambio di prigionieri". Aldo Moro voleva, quindi, trattare ma il governo, come si sa, adottò la linea della fermezza...
E' attraverso una snella struttura modulare a domanda e risposta che si presenta, quindi, questo nuovo libro che non vuole proporre l'ennesima tesi più o meno complottistica su questo caso centrale nella storia d'Italia. Il suo obiettivo è di essere un testo divulgativo non scritto in un linguaggio tecnico che aiuti il lettore ad avere tutte le informazioni essenziali sulla vicenda e a farsene un'opinione. La lucidità, la conoscenza del caso e la ferrea logica con cui Castronuovo, però, ricostruisce il tutto ne ha fatto un libro con risvolti a cui lo stesso Giovanni Pellegrino (presidente della commissione stragi) nella sua lunga indagine sul caso non aveva pensato. Ho sentito io stesso Pellegrino affermare questo in una conversazione privata subito dopo la lettura della bozza del libro. Credo sia per questo motivo che ha accettato di scrivere la prefazione del libro che sto recensendo. In quell'occasione (Fiera del libro di Campi Salentina, novembre 2005) Pellegrino tenne una conferenza per presentare il suo ultimo libro e affermò con chiarezza, tra l'altro, che l'onorevole Moro doveva essere liberato: era questa la palese intenzione del gruppo dei brigatisti che fu comunicata allo stesso rapito e da questi a sua volta alla sua famiglia in una delle sue lettere. Ma all'ultimo momento, come si sa, fu ammazzato. Fu una decisione che presero solo i brigatisti? Perché fu ucciso? Sono queste le due domande centrali secondo me. E' a partire da esse che si deve ricostruire la rete di relazioni che ci furono nei 55 giorni della prigionia del presidente della DC: dal 16 marzo, giorno del rapimento, al 9 maggio 1978. Moro morto era meglio che Moro vivo. E' questa l'idea di chi ha pensato, deciso e organizzato il suo assassinio che, ripeto, non era previsto. Un vuoto a perdere, una bottiglia di vetro che non valeva la pena rendere... questo divenne Aldo Moro e da ciò prende il titolo questo libro.
"Vuoto a perdere" non è solo un libro ma è anche il titolo del sito Web dedicato dallo stesso Castronuovo al caso Moro: vuotoaperdere.org. Vi si possono trovare interessanti risorse e strumenti. Tra tutte segnalo le interviste e, tra queste, l'intervista a Giuseppe Ferrara, regista dei film: Il caso Moro, Cento giorni a Palermo, Giovanni Falcone, I banchieri di Dio. Segnalo anche la sezione degli articoli dove, tra l'altro, c'è un articolo in cui Agnese Moro parla di suo padre. Se ci si registra, poi, c'è a disposizione un archivio di documenti come, ad esempio, il memoriale di Aldo Moro, le lettere dalla prigione, la perizia balistica dell'agguato a via Fani. Strumenti che permettono la partecipazione degli utenti sono, poi, la possibilità di discutere con altri lettori su parti del libro, commentare articoli e interviste, porre nuove domande all'autore. Un progetto online per approfondire la conoscenza dell'affaire Moro e mantenersi aggiornati.