giardinodeiciliegi

Tutto il mondo è il nostro giardino.
lunedì, 04 giugno 2007

Qualcuno era comunista

Copertina Vuoto a perdereSi può presentare un saggio che è una ferrea ricostruzione del caso Moro con brani e memorie degli anni '70? Ci proverò con alcune presentazioni a partire da sabato prossimo a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, presso la Libreria Libridine. Il libro in questione è Vuoto a perdere di Manlio Castronuovo (Besa Editrice), di cui ho già parlato in una mia recensione riportata dal sito del libro in una notizia. Ecco di seguito gli argomenti di cui parlerà l'autore: Perchè Aldo Moro? Cosa è successo in via Fani? Che trattative sono state avviate per liberare Aldo Moro? In che maniera le BR hanno "interrogato" Moro? La giornata del 18 aprile: perchè fu così importante? L'uccisione di Aldo Moro: quante ricostruzioni?  Il memoriale di Aldo Moro prigioniero delle BR: cosa e come è emerso? Io presenterò tre brani che sono:  L’apnea di via Fani, dal racconto di Valerio Morucci; La Renault rossa (da una memoria di un bambino degli anni '70); Qualcuno era comunista di Giorgio Gaber. Qualcuno si chiederà che ci azzecco con Moro, con gli anni '70, con il comunismo, visto che sono nato nel '74... Allora questo qualcuno deve sapere che avevo un prozio che era capo del partito comunista durante  la seconda guerra mondiale nello stesso paese (Ceglie Messapica) in cui comincio il mio percorso. In famiglia ho vissuto la guerra fredda sempre in bilico tra Democrazia  Cristiana e Partito Comunista. Dopo la caduta del muro di Berlino sono andato a Roma dove ho studiato il  sistema di Hegel. Ma poi ho smesso e ho studiato la storia della "gente che fa la storia". E dopo aver conosciuto le maschere della commedia dell'arte, Dario Fo e l'improvvisazione teatrale eccomi qui ad indagare e rivivere gli anni '70.
postato da: trofimov alle ore 21:29 | link | commenti (20) | commenti (20)
categorie: recensioni, diario, teatro

Commenti
#1   04 Giugno 2007 - 22:26
 
Sono felicissimo del tuo post, grazie!
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#2   04 Giugno 2007 - 22:31
 
Grazie a te smemorato per avermi da tempo invitato sul tuo bel blog.
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#3   04 Giugno 2007 - 22:33
 
mi farai contento se posterai un reportage dell'evento
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#4   04 Giugno 2007 - 22:36
 
Certo ne parlerò con un post speciale per Ceglie Messapica e con un altro post riservato ai frequentatori del giardinodeiciliegi.
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#5   04 Giugno 2007 - 22:46
 
ti ringrazio in anticipo, intanto mi dò da fare per pubblicizzare l'evento
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#6   05 Giugno 2007 - 08:21
 
Ma certo, caro Folletto Smemo, hai fatto un buon lavoro. La Principessa non pratica di computer è riuscita grazie a te a trovare questo evento. Cercherò di essere presente, grazie ancora mio Folletto.
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#7   05 Giugno 2007 - 08:32
 
Piacere di conoscerti "Trofimov"
Io per anni, per giorni per attimi ho provato le tue stesse emozioni.
E grazie a l'aiuto degli amici del Blog ho trovato la mia anima e ho ricucito la mia vita. Sabato ci sarò.
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#8   05 Giugno 2007 - 09:39
 
Fa piacere anche a me Franca conoscerti. Spero di conoscerti di persona sabato in libreria.
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#9   05 Giugno 2007 - 18:32
 
Aspetto dettagliato resoconto...
talvolta i non storici, non ingabbiati da scuole di pensiero o vezzi accademici, riescono dove lo storico di mestiere non oserebbe mai muoversi, per enormità dell’argomento; per rispetto del metodo ( sulle fonti orali e le testimonianze dirette ci sarebbe molto da parlare, ad esempio: quale attendibilità e interpretazione dare, al di là di considerazioni più banali, alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, o al contrario, degli irriducibili?); per la consapevolezza che il suo non è il lavoro di un giudice, che raccoglie prove, ma piuttosto d’investigatore scafato, che raccoglie fonti, innumerevoli, e che comunque gran parte delle fonti più vive della storia contemporanea, sa che sono speso ancora negate alla fruizione da parte degli studiosi; per il corretto uso degli strumenti a sua disposizione, e a volte, ebbene sì, anche per pura inettitudine. E' anche vero che in uno studioso contemporaneista, oltre all’aver letto tutto su di un determinato argomento si accompagna anche una solida conoscenza del prima e del dopo e del durante l’argomento oggetto di studio, cosa che in genere allo storico autodidatta, ovvero che non ha ricevuto a un formazione specifica e il più possibile a360 gradi, sovente manca, ed è invece indispensabile per individuare le dinamiche sotterranee e il quadro generale dei fenomeni studiati, che in genere iniziano a delinearsi molto prima del loro accadimento. Anche perché il numero delle fonti alle quali attingere, è, soprattutto per il contemporaneista, smisurato - e proprio per questo un corretto metodo di lavoro e una solida capacità di interpretazione e cernita sono essenziali, molto più che per lo studio di altri periodi storici. Uno storico americano, Crockatt, diceva che studiare il contemporaneo è come analizzare un fenomeno senza avere lo strumento che misura la sua scala di grandezza. Scala fornita, ahimè, solo da tempo. Dai fatti di via Fani sono trascorsi solo 37 anni, e troppi protagonisti diretti di quella vicenda sono ancora vivi, e parte della vita politica del paese, per pensare che tutta la documentazione sul caso Moro possa essere disponibili, e questo nonostante l’approvazione della proposta di legge c.2125 “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto” presentata dal sentore Cossiga nel febbraio di quest’anno, che porta a 15 gli anni indispensabili per la desecretazione ei documenti coperti dal segreto di Stato...salvo ovvio, tutta una serie di eccezioni e casi particolari, piuttosto intuitivi.
Tuttavia, ho visto, perlomeno nel mio campo di studio, anche tali e tante mostruosità prodotte da dilettanti, da non poter non guardare sempre con una certa prudenza a certe operazioni, pur se animate da buona volontà ed entusiasmo encomiabili. Insomma, manager non ci si improvvisa, ma neppure storici! a Milano dicono: a ognuno il suo mesté... perciò sono curiosa di saperne di più, e appena avrò un briciolo di tempo, leggerò il libro.
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#10   05 Giugno 2007 - 19:15
 
purtroppo per noi che abbiamo vissuto in quegli anni di piombo solo dalla cronaca che i media ci propinavano a loro piacimento, possiamo solo esproìimere un parere populistico in base ai commenti che si facevano allora... e la cosa più frequente che veniva e viene ancora detta è che moro l'hanno voluto morto i suoi amici stessi e che ci hanno rubato il compremesso storico... il riesame di quei fatti drammatici dovrebbe portare ai veri colpevoli della morte di moro a partire dal ministro degli interni di allora....
troppo facile trincerarsi dietro il segreto di stato, è lo stato (noi) che lo vuole sapere...
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#11   05 Giugno 2007 - 19:59
 
Il segreto di stato, come l'ostruzionismo della Biblioteca vaticana e quelle di numerose sedi vescovili e parrocchiali, solo per fare qualche esempio, sono i normali ostacoli coi quali si cimenti lo storico di professione.
Nessun cittadino si trincera , per di più facilmenete,dietro a niente, comodo o meno: è l'istituzione Stato, caso mai, che lo fa. E a volte, non sempre, ha anche ragione...
Quanto all'utopia che lo stato siamo noi... anche solo ricordare che l'Italia è, secondo la costituzione, una democrazia non diretta, ma rappresentativa, basta a smentire certe pie illusioni.
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#12   06 Giugno 2007 - 07:55
 
Salve a tutti. Sono Manlio, l'autore di Vuoto a perdere.
Devo dire che è davvero un grande piacere far parte di una discussione cosi' profonda e dai toni molto cordiali. Sicuramente un grazie va a Giuseppe che ho avuto modo di conoscere una decina di anni fa per motivi di lavoro e con il quale si è instaurato un rapporto di amicizia importante per me.
Giuseppe ha vissuto la genesi del testo, condiviso con me le varie fasi della stesura, saputo in anteprima tante cose che poi ho scritto nel libro. Quindi è preparato e ha preso a cuore il volume perchè è consapevole che può essere utile a molte persone, soprattutto giovani.
In un altro blog ho letto che Moro e Berlinguer si staranno rivoltando nelle rispettive tombe assistendo alla sorta di compromesso storico del PD. Credo che i due abbiano avuto talmente tante occasioni per rivoltarsi da morti che ora si saranno abbondantemente messi l'anima in pace. In fin dei conti chi ostacolava il loro progetto erano quei "simpatici affaristi" piduisti che oggi, e sono parole del 2003 di Licio Gelli, dovrebbero "dare a Gelli i diritti d'autore".
Concordo in parte con lapardaflora sulla questione del "brevetto" di storico.
Il problema della storia è che la scrivono i vincitori e a quello che dicono i vinti non viene dato importanza, soprattutto se poi i vinti insinuano a delle chiamate di correità nei confronti dei vincitori. Se la storia la si deve fare con il metodo, con i documenti io temo che su questo argomento non arriveremo mai a nessuna verità storica. Per non parlare della verità politica, li al solo pensiero di potersi avvicinare a cosa realmente è successo in quei 55 giorni si rischia la vita. Te lo posso assicurare (scaricate l'audio della trasmissione su RTS di venerdi 1 giugno dal sito vuotoaperdere.org e ne avrete conferma dalla viva voce di Giuseppe Ferrara, uno che sta pagando a caro prezzo le sue indagini...).
Per quanto riguarda le fonti orali sarei d'accordo con lapardaflora se non fosse che il mio lavoro non ha alcuna pretesa di diventare saggio storico. E neanche un'inchiesta giornalistica che fa luce sul caso Moro. Se avessi affrontato la questione in questo modo mi sarei dovuto allineare ad una tesi (o ne avrei dovuta costruire una io). Ma siccome le tesi ricostruttive abbondano al punto che mi viene da dire "troppa grazia S. Antonio" il mio testo sarebbe diventato uno tra i tanti.
Ma ti posso assicurare che cosi' non è. Il mio approccio è tra la narrazione e la cronaca, parte dai fatti, mette a confronto le ipotesi e le verità accertate, pone sullo stesso paino complottisti e avantologi. Insomma è un lavoro divulgativo pensato per il lettore che vuole saperne di più ma senza doversi sorbire 500 pagine di ricostruzioni documentali infarcite di note che al lettore comune interessano poco. I testi sull'argomento erano, fino ad adesso, pensati per gli addetti ai lavori.
Io ho scritto un libro di 410 pagine senza una sola nota. Ti farà rabbrividire il solo pensiero di poter scrivere un testo storico senza citare nulla. Invece no. Ho alleggerito le citazioni inserendole in forma discorsiva nel testo.
Poi sui documenti ci sarebbe da aprire una tripla parentesi graffaquadratonda. Ma siamo davvero cosi' allocchi che gli storici riusciranno, un giorno, a ricostruire la verità storica del caso Moro basandosi sui documenti? Ma quale agente segreto, secondo voi, avrà mai lasciato traccia di orribili e indicibili trattative facendo una chiamata di correità collettiva verso un'intera classe dirigente?
Magari ha lasciato in giro dei documenti parziali, che possono essere letti ma che non possono svelare il mistero per intero.
Perchè ha ragione Pellegrino. La commissione stragi ha raccolto molti pezzi di un puzzle, è riuscita a dare una lettura complessiva di quegli anni ma non ha svelato alcun mistero. Il perchè è semplice (e l'ho anche detto al Presidente Pellegrino). Per capire occorrerebbe salire di un livello e osservare le cose dall'alto. I cerchi concentrici in un laghetto si spiegano solo se si arriva a vedere il punto dve la pietra è caduta in acqua. Altrimenti possiamo fare mille ipotesi, studiare mille documenti. Ciascuno vedrà le cose dal basso della propria parzialità.
Concludo il io lungo, purtroppo, post con un invito. Non so se lapardaflora abbia già acquistato il libro. Se non l'hai fatto, ti consiglio vivamente di farlo (e non per interesse personale, credimi, le royalties sono cosi' basse che mi sto domandando chi me l'ha fatto fare...). Saranno 19 euro spesi bene per la tua biblioteca. Pensa che Giorgio Galli, al quale feci avere le prime bozze nel 2005, mi telefono' per complimentarsi e si rese disponibile ad una introduzione di carattere storico che poi per impegni da parte sua che avrebbero dilatato troppo i tempi, non ha potuto curare.
Ritengo importante parlare singolarmente con tutti i miei lettori. Ecco perche' il sito sul quale ho lasciato la linea aperta agli interventi e ai commenti. A breve attivero' un link skype per colloquiare singolarmente con me.
Tengo molto alle presentazioni perchè sono il momento principale per affrontare, attraverso la discussione, una grande tragedia conteporanea.
Manlio
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#13   06 Giugno 2007 - 13:21
 
Ecco, splinder mi ha cancellato il commento.
>:(
Allora, sintesi: non criticavo il tuo lavoro (fra l'altro la scuola americana sovente non usa bibliografie e note, anche se , pur pesanti, possono essere il punto di partenza per il lavoro di qualcun altro, e comunque è buona norma che le opinioni altrui, di altrui restino, e la nota con citazione della fonte è l'unico modo etico per garantirlo), ma mi ponevo solo delle domande.
Ma non volevo essere critica: semplicemente, anche se non mi occupo di contemporanea, pur interessandomene perché lo trovo inevitabile, dato che ci vivo in mezzo, mettevo solo in risalto le difficoltà che lo storico contemporaneista incontra, rispetto a colleghi che studino altri periodi. Inoltre, non tutti i saggi sposano per forza una tesi: esiste anche la ricapitolazione dello ...stato dell'arte, diciamo così, in quel momento, come mi pare di capire abbia fatto tu, e non è certo una opera meno utile. A parte il fatto che uno storico della vecchia scuola inglese, Carr, soleva dire che non è che ci si documenti e poi si scrive:le cose vanno di pari passo, e quindi, strada facendo, è difficile che le fonti che studi non ti portino a farti qualche idea tua...
Infine, lo storico vero sa benissimo che il suo lavoro, pur se serio e appassionato, è destinato all'obsolescenza; dirò di più, il vero storico se lo augura, perché sa, forse meglio di altri, quanto il mondo e la cosidetta realtà, siano fluidi e spesso impalpabili. L'elasticità mentale è dote imprescindibile, IHMO, per fare storia; chi la pensi diversamente, secondo me non ha capito nulla.
Anche se in questo momento sono alle prese con i Longobardi, penso di riuscire, nel pacco di libri in attesa di un attimo di sufficiente birra per essere letti, ad infilare anche il tuo. L'argomento è sicuramente di quelli che mi interessano... circa i diritti d'autore, capisco benissimo.
:-)
Vivere scrivendo seriamente, in Italia, dove qualsiasi imbecille uscito dalla casa del Grande Fratello può fare l'opinionista, è possibile solo occupandosi di scrittura professionale o giornalismo.
Il mio sincero in bocca al lupo, comunque, per il frutto di una decennale fatica è obbligatorio! Almeno, che il libro dia soddisfazioni morali, se non economiche!
;-)
Un caro saluto
f.
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#14   06 Giugno 2007 - 17:14
 
Ciao Flora

non vorrei essere stato scortese, nel senso di aver dato l'impressione di rispondere a delle critiche. Condivido in pieno il tuo post. Proprio perchè il mio libro vuole essere un contributo per il lettore a crearsi un giudizio autonomo, nonostante l'assenza di note, ho ben evidenziato dove si tratta di concetti o frasi attribuibili ad altri o analisi e considerazioni di carattere personale.
E' giusto che documentazione e elaborazione vanno di pari passo e che lo storico, gioco forza, alla fine si fa un'opinione personale. Il problema e' che la si capisce dopo 3 righe e questo non va bene. Potrebbe distinguere il suo contributo da storico a quello da opinionista della storia e magari il suo giudizio lo si capirebbe alla terza pagina...
Grazie per l'in bocca al lupo. Ne ho bisogno e provenendo da persona competente come te e' sicuramente doppiamente apprezzato.
Manlio
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#15   06 Giugno 2007 - 18:44
 
Vi ricordo, cari amici, che spesso gli atti di molte inchieste vengono abbandonati chissà dove o distrutti a bella posta. E' già successo per Piazza Fontana e per Ustica. Ne ho già parlato in un post.
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#16   06 Giugno 2007 - 18:54
 
Non ti preocupare, tutto OK! Anch'io, volendo, potevo apparire, a chi lo volesse interpretare così, polemica, il che non era nelle mie intenzioni, ma solo mi ponevo dal punto di vista delle difficoltà che lo storico, anche amatoriale (uno degli autori più quotati del mio periodo, è Ariés, che aveva il vezzo di defininirsi, non facendo lo storico di mestiere, ma per passione, "storico della Domenica", anche se ha prodotto testi splendidi)... e poi, è innegabile che esitono in circolazione (io parlo per il periodo medioevale, rispetto al quale mi sento più sicura nello sbilanciarmi in giudizi, dei veri obbrobri prodotti da non addetti ai lavori, che ignoranoo tutta la dura e specialistica preparazione che è necessaria alla formazione dello storico serio, prima di sparare certe cazzate... lasciamo stare, che è meglio...
Ancora in bocca al lupo, e a presto
f.
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#17   06 Giugno 2007 - 18:56
 
Trofimov, anche quello è segreto di stato!
:-(
Meno sfacciato, più elegante, ma la sostanza non cambia: ciò che il cittadino non deve sapere, non saprà.
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#18   07 Giugno 2007 - 16:46
 
vuoto a perdere

[..] Libridine - Libreria Multimedia Sabato 9 giugno 2007 Sabato 9 giugno alle ore 19,00 presso la libreria Libridine Multimediale di Ceglie Messapica sarà presentato il libro "Vuoto a perdere - Le Brigate Rosse, il rapimento, il processo e l'uc [..]
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#19   07 Giugno 2007 - 17:42
 
L'evento è stato inserito nel calendario di Ceglie Messapica e Ceglie Plurale.
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#20   09 Giugno 2007 - 08:57
 
Si discute del caso Moro a Ceglie e nei blog

[..] Si parla del caso Moro oggi a Ceglie durante la presentazione del nuovo libro sull'argomento: di Manlio Castronuovo (Besa). L'autore risponderà ad interrogativi come: Perchè Aldo Moro? Cosa è successo in via Fani? Che trattative s [..]
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Chi sono

Utente: trofimov
Nome: Giuseppe Vitale
Dopo aver studiato a Roma la storia della "gente che fa la storia" ho conosciuto il papà di tutte le maschere della commedia dell'arte: lo Zanni. Nel 2003 ho partecipato al film L'amore ritorna con la regia di Sergio Rubini. E poi, in un seminario, ho conosciuto Dario Fo. Nel 2005 mi sono laureato in lettere e l'anno dopo ho conosciuto la figura del clown. Ora mi esercito nell'improvvisazione teatrale. Come Trofimov, ne Il Giardino dei ciliegi, mi sento sbattuto dal destino ma con il presentimento della felicità futura.

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