Il 15 ottobre potrebbe essere una data storica per il mondo della blogosfera mondiale. Sarà il giorno di Blog Action Day, un’iniziativa creata da e per i blogger di tutto il mondo, per dar voce ad uno degli argomenti più discussi e alla moda in internet: l’ambiente.
Chiedo scusa ai lettori abituali di questo blog se si ritrovano all'improvviso con questo template che sostituisce il precedente. Quest'ultimo, infatti, mi stava dando gravi problemi con explorer, maledetto explorer! Nell'attesa che tutti passiate al più efficiente e ricco firefox ho dovuto adottare di corsa quest'altro template che stavo preparando un po' alla volta e che pensavo di adottare tra qualche settimana. Per ora mancano alcune delle funzioni che avevo adottato ma che cercherò di ripristinare al più presto.
Esiste un signore che si chiama Mauro Lupi e che è il presidente di AdMaiora, una società con sede a Roma e uffici a Milano e San Francisco e che si occupa di pubblicità online: è un'azienda leader in Italia e tra le principali in Europa. Questo signore quando c'è la pubblicità in televisione si alza e va a fare la pipì oppure guarda le email, come ha scritto oggi. Io mi chiedo cosa fa allora quando trova la pubblicità su qualche sito internet... una sega? Di sicuro non si metterà a fare click su quei fastidiosi banner che ancora campeggiano su troppi siti. Uno dei più fastidiosi, ad esempio, è quello del giornale La Repubblica: qui addirittura prima di vedere un articolo ti devi sorbire dei secondi interminabili di pubblicità. Io i banner ormai li blocco con AdBlock Plus. Aaaaaaaahhhh come vorrei avere un'agenzia di pubblicità e guadagnare montane di soldi con una cosa morta e superata come la pubblicità. Ormai la gente la evita come la peste. E quei geni di pubblicitari che ti fanno? Le tentano tutte. Ad esempio ti bloccano il tasto che impedisce di non registrare la pubblicità sul videorecorder. Ma chi ci fa più caso più all'advertising? E' troppo invasivo, ormai viviamo nella babele delle insegne, dei cartelloni, degli spot, dei banner, dei volantini.... Mi permetto due consigli per le imprese che vogliono sopravvivere: E' un piccolo strumento anche per comunicare, io credo, i progetti e le idee alle quali si sta lavorando, per comunicarli e condividerli.
Metti un manager che per venti anni legge tutte le carte del caso Moro e tutti i libri in proposito e metti il suo libro che diventa un viaggio a 360 gradi all'interno di tutti i misteri di questa vicenda. Metti la prima libreria in assoluto, la Libreria Libridine di Ceglie Messapica (Brindisi), che lo ospita per iniziare a presentare il libro. Metti anche che durante la sua presentazione ti accorgi di tutti i livelli noti e ignoti che sono coinvolti nel rapimento e nella uccisione dello statista democristiano. E finisci non con avere certezze ma nel chiederti a cosa è servita la commissione stragi e a cosa sono serviti i cinque processi del caso Moro. E' quello che è successo sabato scorso in questo gran bel paese nel brindisino. E allora tocchi con mano quella sorta di complicità" di cui parla Renato Curcio "fra noi (le Brigate Rosse ndr) e i poteri, che impediscono ai poteri e a noi di dire cosa è veramente successo (...) quella parte di storia che tutti ci lega e tutti ci disunisce, cose che noi non riusciamo a dire perché non abbiamo le parole e le prove per dirle, ma che tutti sappiamo". Non a caso Manlio Castronuovo (seduto nella foto) autore di Vuoto a perdere (questo il titolo del testo) inserisce questa citazione nella quinta di copertina. Perché è, in fondo, il vero argomento del suo lavoro in questi anni che lo ha portato oltre che a leggere tutto in materia a sentire molti protagonisti e tante testimonianze "nell'ombra". Con la sua logica questo quarantenne brindisino smonta tutti i tentativi di fuorviare dalla verità chi volesse sapere di più sull'evento centrale nella storia della guerra civile in atto in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi, come ha battezzato Giovanni Pellegrino, autore della prefazione, il conflitto strisciante in atto.
"Guardateme guaglio'. O' sacc ca è chiù bell o' mar 'e me ma je ve dic guardateme, guardat chill ca scriv. O dic pur 'a canzon: vit o' mar quand'è bell... E si vit 'o mar a Napl vit o' Vesuvio e si o' Vesuvio se ngazza è la distruzion de tutt'e ccos! Ecco io oggi mi sento per l'appunto nu poco sopravvissuto, comme si foss arrivat n'uragan, comme si nu zunami avesse distrutto tutto, tutta la nostra civiltà. Me sento nnu poco comm'a l'ultimo abitante di Atlantide, la grande civiltà scombarsa. E o' sacc ca so nnu poc traggic. Io per questa presentazione nun vulev essr serie e fare la solita presendazione co ' curriculummu, 'e referenze, i progetti, le idee... vulev essere spiritoso e agg divindat traggico, funereo... mannagg 'a miseria. E ppoi mi si è ammischiata la lingua che ho adoperato, è divindat nna specie 'e grammelot italiano-napulitano. E quella, la colpa, è del lavoro che faccio, nnu poco attore, nnu poco blogger e nnu poco nientedimeno che managger d'a canuscenza... e pur nu poc esibbizionist, è o ver? E vuje ca liggit che penzat? Spero di conoscervi meglio angh'io e ca se ppo fa' quacchecosa... a disposizion!"