Roma, 20 feb. (Adnkronos Salute) - Il punto 'G', fondamentale per l'orgasmo femminile, esiste. Ed è stato addirittura 'fotografato' da un ricercatore italiano che lo ha localizzato in un piccolo spazio tra uretra e vagina, più spesso del normale. A documentare l'esistenza della famigerata zona del piacere femminile uno studioso dell'università de L'Aquila, Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica, in una ricerca pubblicata sul Journal of Sexual Medicine e realizzata su un piccolo gruppo di donne.
| Bene, ora che è ufficiale che il famigerato punto G esiste e che sappiamo che non c'entra niente con il signor GG (Giorgio Gaber) impariamo a trovarlo e a trattarlo. Molto utili i consigli di sessosublime.it: "Ogni donna è diversa, non lo si dirà mai abbastanza. Soltanto chiedendo saprete. Questo vale particolarmente per il punto G. Trovare il ritmo giusto del movimento e la pressione più gradevole con una donna e ripetere le stesse modalità con un'altra è un errore grossolano. C'è da dire, comunque, che generalmente gli uomini fanno movimenti troppo rapidi quando toccano le donne dentro. Invece esse preferiscono un movimento morbido". Buon divertimento :-) |
Per il quarto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2, in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per oggi 15 febbraio 2008 “M’illumino di meno”, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.
Il 15 ottobre potrebbe essere una data storica per il mondo della blogosfera mondiale. Sarà il giorno di Blog Action Day, un’iniziativa creata da e per i blogger di tutto il mondo, per dar voce ad uno degli argomenti più discussi e alla moda in internet: l’ambiente.
Caro Beppe,
a San Paolo del Brasile il sindaco Gilberto Kassab si è deciso a togliere e vietare la pubblicità abusiva e già che c'era ha vietato qualsiasi forma di pubblicità murale in città. E' una decisione storica che va di pari passo con quella adottata altrove di limitare e vietare l'accesso delle auto nei centri storici e costruire solo parcheggi periferici o di cintura. L'inquinamento cittadino e naturalmente atmosferico, ma anche acustico e visivo. e se gli spazi elle città sono occupati massicciamente dagli stereotipi pubblicitari, esse diventano tutte uguali.
La decisione del governo algerino di non cedere al ricatto della paura e la presa di posizione del presidente Abdelaziz Bouteflika, che in seguito agli attentati di aprile ha scatenato la massiccia offensiva dalle forze di sicurezza, stanno mettendo alle corde l’Organizzazione di al-Qaeda per il Maghreb islamico. All’interno del movimento estremista si sta poi verificando una vera implosione, dovuta alla scelta del terrorismo globale che ha portato il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento a sciogliersi per poi rinascere all’ombra di al-Qaeda. Agli arresti e alle morti dei militanti si aggiungono le rese incondizionate di coloro che non si identificano più nella guerra sanguinaria lanciata nel Maghreb dal braccio destro di Bin Laden, il medico egiziano Ayman al-Zawahri. Khiat è l’ultimo esempio di questa di questa rinuncia.
Foto: il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika
L' Alta corte di Chennai ha emesso una sentenza storica che preserva la legge Indiana sui brevetti e dà torto alla multinazionale farmaceutica svizzera Novartis, che voleva far dichiarare illegittima la normativa che consente alle industrie indiane di produrre equivalenti generici di farmaci essenziali e salva-vita, finanziariamente accessibili per i Paesi in via di sviluppo.
Volete meno armi? Possiamo discuterne. Ci chiedete di distruggere una parte del nostro arsenale militare? Possiamo farlo. Ma solo se, in cambio di armi, riceveremo salute. Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha gettato sul tavolo del contenzioso regionale centroamericano sugli armamenti una proposta semplice quanto efficace. “Ci chiedono di eliminare i missili terra-aria di cui disponiamo, necessari alla difesa del paese. Non li distruggeremo tutti, ma una parte si. Quattrocento missili non verranno toccati - ha detto Ortega - essendo necessari alla difesa del paese, ma gli altri possono essere eliminati. In cambio – ha tenuto a precisare il Presidente - vogliamo attrezzature sanitarie d’avanguardia.
Stamattina ho letto del bel progetto che ha coinvolto alcuni college del Canada. Si mettono insieme varie squadre di studenti attori e improvvisatori e si fanno disputare loro del Match d'improvvisazione teatrale sui temi del pregiudizio razziale, della tolleranza e della xenofobia. Risultato: gli studenti partecipano entusiasti e riescono ad esprime le le loro preoccupazioni e le loro differenze nel rispetto e nell'apertura agli altri. Il Match è già stato adoperato con successo dalla Lega Nazionale d'Improvvisazione del Québec in diverse situazioni di disagio. Questa volta, entrando nelle scuole, sfonda la porta aperta della grande spontaneità dei liceali. E consente loro di imparare a rispettare e interagire con gli immigrati molto meglio che con i vari convegni e tavole rotonde più o meno autoreferenziali. Pratico l'improvvisazione teatrale da un anno e mi sono accorto che può diventare uno stile di vita sostenibile e nonviolento. Improvvisare vuol dire calarsi per gioco in una situazione di vita e permettere alla propria umanità di esprimersi senza mediazioni, nel modo più fresco e spontaneo possibile. Ecco perché consiglio al dipendente Sarkozy di andare a frequentare la scuola d'improvvisazione teatrale francese. Prima di tutto perché imparare ad essere sì spontaneo ma a non dire minchiate. E poi imparerà a non chiudersi nei confronti degli immigrati rendendo più difficili i ricongiungimenti familiari come sta facendo adesso. E forse abbandonerà davvero questa volta il vizio dell'alcool. Il mondo sta in mano a due ubriaconi: G.W. Bush e Sarkozy. Preferisco Buttiglione che si sfoga con i gelati.
L'11 settembre 2001 a New York oltre alle torri gemelle crollò una chiesetta ai loro piedi: la chiesa di San Nicola di Mira. Qui a fianco si può vedere un'icona che raffigura questo santo e dal suo abito rosso bordato di bianco e dalla sua barba bianca non è difficile capire che è lui Babbo Natale, altrimenti noto come Santa Claus. Il Babbo Natale della pubblicità dei giorni nostri è la versione commerciale che ha trasformato (in peggio) la leggenda e l'iconografia di questo santo. Secondo la tradizione, Nicola aiutò tre ragazze che non potevano sposarsi per mancanza di dote, gettando sacchetti di denaro dalla finestra nella loro stanza, per tre notti. Per questo nell'immaginario collettivo è diventato quel grande vecchio che la notte di Natale dispensa doni soprattutto a ragazzi e ragazze. Aveva una forte personalità ed era sempre dalla parte del popolo in momenti difficili come potevano essere le carestie nell'alto medioevo, quando è vissuto: è morto a Mira nel 343. L'etimologia del suo nome significa "vincitore del popolo". E' molto venerato, infatti, dalla gente più semplice di Bari, dove forse riposano le sue spoglie, ma anche della Turchia e di molte zone dell'Asia minore. Un barese di nome Potito Perruggini organizzò una colletta per ricostruire la chiesa di San Nicola a New York. Ma il comune di Bari gli copiò l'idea, raccolse tanti soldi, fece un pomposo viaggio negli USA ma non ha mai donato quei soldi e la chiesa di San Nicola, almeno per ora, non è stata ricostruita. Non ha più casa a New York Babbo Natale ma i bambini di quella città non devono temere, anche quest'anno verrà. E' in giro per il mondo, passerà ovunque ce ne sarà bisogno. Una studentessa in Italia lo ha avvistato su un treno.