"I Ken, you Barbie". E tra i due scoppia l'amore dopo il flirt dei mesi scorsi. Un amore ricambiato perché dopo la dichiarazione dell' "americano" , la Barbie italiana ha invitato a votare uno dei due:Gli onesti sono il vero problema dell’Italia. Senza questa infame categoria di individui potremmo vivere in pace, senza denunce, scandali e la moglie di Mastella confinata a Ceppaloni. L’Italia sarebbe pacificata e serena
Gli onesti sono i veri diversi
L’onestà in Italia è sovversiva. Ma a questa fastidiosa anomalia verrà posto rimedio. Il quinquennio berlusconiano che ci attende sanerà finalmente questa parte infetta della nazione. Dopo ci saranno solo occhi bianchi e capelli finti come tutto il resto. Gli onesti saranno leggenda.
| Così inizia e conclude il suo post odierno un insolito amareggiato e abbattuto Beppe Grillo. Gli onesti da sovversivi diventeranno dunque leggenda? Ci dobbiamo rassegnare ad un altro quinquennio berlusconiano? Ue' non scherziamo! Italiani! Ci rendiamo conto o no che siamo in una "crisi poco seria di un paese poco serio", come ha detto Nanni Moretti? Vogliamo per una volta diventare seri? Avanti, non battete la fiacca! |
Che c'azzecca la crisi di governo con il Vaticano, il Papa e la Conferenza dei Vescovi? Per carità... niente! Ma che andate a pensare? La Chiesa non fa politica: lo ha detto papa Ratzinger, no? Ma tu guarda i maligni cosa vanno a pensare, compresi quelli di Left che il 25 gennaio sono usciti con questa copertina a sinistra... si proprio una copertina "a sinistra". Vuoi vedere che sempre Vaticano, Papa e Vescovi adesso c'entrano qualcosa adirittura con la destra?
Concerto di Francesco De Gregori ieri sera a Manduria (Taranto). E' stato l'appuntamento con alcune canzoni che sono ormai nella storia della canzone italiana come Titanic, La Leva Calcistica del ‘68, Rimmel, Generale, La Donna Cannone. Anche se a volte fai fatica a riconoscerle all'inizio perché De Gregori spesso cambia l'introduzione musicale o persino l'arrangiamento. E' uno che ama la buona musica, che conosce bene la chitarra, avendo anche in gioventù lavorato come chitarrista. Il Festival d'Africa a Roma dal 14 al 16 settembre al Teatro Palladium affronterà quest'anno la tematica della questione della donna in Algeria oggi attraverso le riflessioni di poeti, letterati e personalita' della cultura e della politica. Saranno inoltre proiettati: il film algerino ''Barakat'', vincitore della 17^ edizione del Festival del Cinema Africano, e ''Daratt'', proveniente dal Ciad. Ospite anche il poeta e saggista marocchino di lingua araba Mohammed Bennis. Presente pure Mohammed Bennis che dara' vita ad una serata di canto, musica e poesia. Con lui in sul palco Evelina Meghnagi, Pape Siriman Kanoute' e Khyam Allami. Il 16 settembre invece, il concerto di Bachir Gareche, voce dell'Algeria e maestro di percussioni darabouka.
Metti un manager che per venti anni legge tutte le carte del caso Moro e tutti i libri in proposito e metti il suo libro che diventa un viaggio a 360 gradi all'interno di tutti i misteri di questa vicenda. Metti la prima libreria in assoluto, la Libreria Libridine di Ceglie Messapica (Brindisi), che lo ospita per iniziare a presentare il libro. Metti anche che durante la sua presentazione ti accorgi di tutti i livelli noti e ignoti che sono coinvolti nel rapimento e nella uccisione dello statista democristiano. E finisci non con avere certezze ma nel chiederti a cosa è servita la commissione stragi e a cosa sono serviti i cinque processi del caso Moro. E' quello che è successo sabato scorso in questo gran bel paese nel brindisino. E allora tocchi con mano quella sorta di complicità" di cui parla Renato Curcio "fra noi (le Brigate Rosse ndr) e i poteri, che impediscono ai poteri e a noi di dire cosa è veramente successo (...) quella parte di storia che tutti ci lega e tutti ci disunisce, cose che noi non riusciamo a dire perché non abbiamo le parole e le prove per dirle, ma che tutti sappiamo". Non a caso Manlio Castronuovo (seduto nella foto) autore di Vuoto a perdere (questo il titolo del testo) inserisce questa citazione nella quinta di copertina. Perché è, in fondo, il vero argomento del suo lavoro in questi anni che lo ha portato oltre che a leggere tutto in materia a sentire molti protagonisti e tante testimonianze "nell'ombra". Con la sua logica questo quarantenne brindisino smonta tutti i tentativi di fuorviare dalla verità chi volesse sapere di più sull'evento centrale nella storia della guerra civile in atto in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi, come ha battezzato Giovanni Pellegrino, autore della prefazione, il conflitto strisciante in atto.
"Non conosco niente che sia più odioso di una facciata imbiancata di falso zelo; di questi sfrontati ciarlatani, di questi devoti da strada, la cui smorfia sacrilega e ingannatrice si fa gioco a proprio piacimento di ciò che i mortali posseggono di più sacro e più santo, e ne abusano impunemente; gente dall’animo asservito agli interessi materiali che della devozione fa mestiere e mercanzia, e che pretende di acquistarsi credito e dignità pagandoli con finti sguardi al Cielo e con ostentati fervori; gente, insomma, che con un ardore non comune vediamo correre sulle vie del Cielo, inseguendovi però la propria fortuna; (...) gente che sa conciliare alla perfezione il proprio zelo con i propri vizi; gente astuta, vendicativa, senza onore, tutta sotterfugi, che se decide la rovina di qualcuno ha l’insolenza di mascherare con il nome del Cielo il proprio rancore, e tanto più pericolosa, nella sua aspra collera, in quanto impugna contro di noi le armi che più riveriamo, e si serve di un sentimento da tutti rispettato per assassinarci con una spada consacrata". (Molière, Il Tartuffo, Atto I, Scena V, Traduzione di Luigi Lunari, grassetti miei)
Partono oggi una serie di appuntamenti dedicati alle poesie improvvisate in ottava rima come facevano i trovatori medievali e poi i contadini di Toscana, Lazio, Sardegna e Abruzzo, persino quelli analfabeti. Si tratta di una forma poetica orale, del tutto improvvisata. In Toscana si cominciava in questo periodo, tra Maggio e Giugno, durante e soprattutto dopo la trebbiatura a raccontare, improvvisare e cantare storie. Di recente questa tradizione è stata ripresa, tra gli altri, da David Riondino.
Dedico, allora, tre strofe di un contrasto dal titolo La monachella e la prostituta al Family Day di oggi, senza dimenticare l'altra manifestazione, che io preferisco: Coraggio Laico.
Da La Monachella e la Prostituta Contrasto improvvisato da Vasco Cai e Edilio Romanelli a Fornacette nel 1974
Questo contrasto ha per protagoniste una prostituta e una monaca. La prima si lamenta della laidezza del suo "mestiere" ma dice che almeno il suo si svolge in mezzo alla strada, davanti a tutti mentre nei conventi si chiudono le porte e le imposte e non si sa quello che vi succede. Allora la monaca dice che le suore andranno in paradiso perché assistono i moribondi in ospedale mentre le prostitute andranno all'inferno. La prostituta reagisce dicendo che lei sente il rimorso per quello che fa mentre la monaca va convinta della sua religione in ospedale ma ne esce... incinta! Perché dedico queste strofe alle manifestazioni di oggi? A buon intenditor poche parole..
Prostituta (Romanelli)
Lo so, è un mestier che 'un aggrada,
certo davvero nun farò progresso:
almen conviene che ti persuada,
ragiona meglio come fu successo;
oggi un relitto so' in mezzo alla strada
e senza compassione al tempo stesso,
voi avete chiuse imposte, nulla si vede,
non si sa cosa dentro vi succede.
Monachella (Cai)
Sempre domina noi la Santa Fede,
sempre ricerca il bene e fugge il male;
cos'é la suora, cara mia, si vede,
basta entrare un pochin nell'ospedale:
a il moribondo là tutto provvede,
l'anima di colui pregando sale
verso il trono di Dio, ch'è il Bono eterno.
e tu sei ciondolona nell'Inferno.
Prostituta (Romanelli)
Io faccio il mio mestiere e mi governo,
presa a il momento forse del bisogno,
e a volte anche il rimorso sento interno
e spesse volte abbasso l'occhi e sogno:
sarò cascata al Pelago, all'Inferno
ma rifarmi una vita bramo e agogno;
tu andeste all'ospedale ben convinta,
ci andeste sana e risortiste incinta.