giardinodeiciliegi

Tutto il mondo è il nostro giardino.
sabato, 16 febbraio 2008

La cosa a tre? Meglio a due.

immagine di Fabio Torsellini "I Ken, you Barbie".  E tra i due scoppia l'amore dopo il flirt dei mesi scorsi. Un amore ricambiato perché  dopo la dichiarazione dell' "americano" , la Barbie italiana ha invitato  a votare uno dei due:
solo due alberi di alta statura
senza nessun odioso rimasuglio
bastiamo noi... il resto è spazzatura
intrigo, sotterfugio, tafferuglio.
(F. Burroni, Silvater, II puntata)
Bastano loro due in fondo no? Peccato per Casini che fa il discolo se no si sarebbe potuta fare una cosa a tre no? Così dopo la "cosa rossa" avremmo avuto anche la "cosa a tre". Ma forse Giuliano Ferrara e il Vaticano non avrebbero gradito. Meglio una coppia tradizionale, modello, smagliante nei sorrisi e così tanto bella e caruccia da vedere in televisione. Quant'è bello vederli tutti e due alternarsi nei programmi nazional-popolari un giorno si e un giorno no. E quanto sarà bello vederli coronare la loro love story, tutti e due insieme in televisione, magari con Dalema a fare da testimone. Il superstaff della Barbie italiana sarà già al lavoro per questo. Quelli sono dei campioni dell'immagine. Il regista del matrimonio potrebbe essere Emilio Fede. Continuate a seguire la love story più struggente degli ultimi anni. Presto nuove indiscrezioni.
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categorie: citazioni, politica, satira
domenica, 03 febbraio 2008

La leggenda dell' onestà sovversiva

clipped from www.beppegrillo.it
Gli onesti sono il vero problema dell’Italia. Senza questa infame categoria di individui potremmo vivere in pace, senza denunce, scandali e la moglie di Mastella confinata a Ceppaloni. L’Italia sarebbe pacificata e serena
Gli onesti sono i veri diversi
L’onestà in Italia è sovversiva. Ma a questa fastidiosa anomalia verrà posto rimedio. Il quinquennio berlusconiano che ci attende sanerà finalmente questa parte infetta della nazione. Dopo ci saranno solo occhi bianchi e capelli finti come tutto il resto. Gli onesti saranno leggenda.
 Così inizia e conclude il suo post odierno un insolito amareggiato e abbattuto Beppe Grillo. Gli onesti da sovversivi diventeranno dunque leggenda? Ci dobbiamo rassegnare ad un altro quinquennio berlusconiano? Ue' non scherziamo! Italiani! Ci rendiamo conto o no che siamo in una "crisi poco seria di un paese poco serio", come ha detto Nanni Moretti? Vogliamo per una volta diventare seri? Avanti, non battete la fiacca!
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categorie: citazioni, politica
domenica, 03 febbraio 2008

L'avanzata dei Vescovi

Copertina di Left Gennaio 2008Che c'azzecca la crisi di governo con il Vaticano, il Papa e la Conferenza dei Vescovi? Per carità... niente! Ma che andate a pensare? La Chiesa non fa politica: lo ha detto papa Ratzinger, no? Ma tu guarda i maligni cosa vanno a pensare, compresi quelli di Left che il 25 gennaio sono usciti con questa copertina a sinistra... si proprio una copertina "a sinistra". Vuoi vedere che sempre Vaticano, Papa e Vescovi adesso c'entrano qualcosa adirittura con la destra?

Sentiamo che dice Bagnasco, il presidente della Conferenza Episcopale:

"Lo smentisco categoricamente
lo giuro su Sant'Anna e San Severo
con questa crisi noi ‘un ci s'entra niente
mi venga un accidente se ‘un è vero!

Oddio la cosa ‘un c'è indifferente
in Vaticano s'è acceso un bel cero
ma poi nient'altro... assolutamente
mi venga un accidente se ‘un è vero!

L'aborto? i Dico? nooo... ma che le pare?
Che c'entra ‘l Papa all' Università?
Mastella...? un so' nemmeno ‘l cellulare!

Ne' fatti vostri ‘un ci si vòle entra'
la Chiesa è Chiesa e lo Stato è Stato
mi venga un acc... ... eccolo è arrivato!"

(Francesco Burroni, Smentita ufficiale del cardinal Bagnasco)
Attenti vescovi, papi, preti, chirichetti e bigotti... la giustizia divina esiste ed è all'opera. VI ricordate un certo Gesù Cristo come s'incazzava con i sacerdoti dell'epoca? Evitate le ingerenze e le furbate come quella dell'Università La Sapienza. Grazie.
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categorie: citazioni, poesia, politica, satira
sabato, 11 agosto 2007

Appuntamento con la leggenda

Francesco De GregoriConcerto di Francesco De Gregori ieri sera a Manduria (Taranto). E' stato l'appuntamento con alcune canzoni che sono ormai nella storia della canzone italiana come Titanic, La Leva Calcistica del ‘68, Rimmel, Generale, La Donna Cannone. Anche se a volte fai fatica a riconoscerle all'inizio perché De Gregori spesso cambia l'introduzione musicale o persino l'arrangiamento. E' uno che ama la buona musica, che conosce bene la chitarra, avendo anche in gioventù lavorato come chitarrista.

Ma è stato anche l'appuntamento con testi ermetici come La Ballata dell’Uomo Ragno o Sotto le Stelle del Messico a Trapanar. Ma per fortuna una canzone non è solo il suo testo. Le sue, poi, sono canzoni della "leggenda della musica leggera italiana", come lo ha definito Bob Dylan. Per questo sono andato al suo concerto: nella vita devi essere stato almeno una volta ad un concerto di De Gregori ;-) Ma poi per me è un segno di riconoscimento per le sue canzoni che per me sono state spesso un balsamo per le mie ferite. De Gregori è come il buon olio (che tra l'altro produce in Abruzzo): è sincero, è vero, persino rude, ma pieno di sentimenti sublimati in buona poesia. Avrei tanto voluto sentire La storia siamo noi che però ieri sera non ha eseguito. Allora ho pensato di inserirla qui. Eccola qui sotto pronta da ascoltare:


"Ecco l'agnello di Dio che toglie peccati del mondo.
Disse la ragazza slava venuta allo sprofondo.
(...)
Ecco l'agnello di Dio all'uscita dalla scuola.
Ha gli occhi come due monete,
il sorriso come una tagliola.
Ti dice che cosa ti costa, ti dice che cosa ti piace.
Prima ancora della tua risposta ti dà un segno di pace."

Così canta De Gregori in L'Agnello di Dio, la sua canzone più mistica: più immischiata negli abissi come prostituzione e droga ma che guarda in alto, che guarda alla speranza. Non farebbero male ad ascoltarla i tanti "spiritualisti" dei nostri tempi, i "puri" di ogni età, i moralisti e i perbenisti. Sono i malati che hanno bisogno del dottore fece notare una volta Gesù Cristo, o sbaglio?

Grazie Francesco per la tua musica, per tutti i tuoi album.
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lunedì, 06 agosto 2007

La donna Algerina alla festa d'Africa

clipped from www.adnkronos.com
Il Festival d'Africa a Roma dal 14 al 16 settembre al Teatro Palladium affronterà quest'anno la tematica della questione della donna in Algeria oggi attraverso le riflessioni di poeti, letterati e personalita' della cultura e della politica. Saranno inoltre proiettati: il film algerino ''Barakat'', vincitore della 17^ edizione del Festival del Cinema Africano, e ''Daratt'', proveniente dal Ciad. Ospite anche il poeta e saggista marocchino di lingua araba Mohammed Bennis. Presente pure Mohammed Bennis che dara' vita ad una serata di canto, musica e poesia. Con lui in sul palco Evelina Meghnagi, Pape Siriman Kanoute' e Khyam Allami. Il 16 settembre invece, il concerto di Bachir Gareche, voce dell'Algeria e maestro di percussioni darabouka.
 "Malgrado la dura lotta condotta dalle algerine per difendere i loro diritti di cittadine, queste ultime restano oggi, confinate nella grande maggioranza e malgrado le apparenze, nello stato di sottomissione che è stato loro assegnato dalla tradizione del vecchio Maghreb ancestrale". Sono parole della sociologa algerina Souad Khodja che introducono il suo libro Nous les algeriennes. La grande solitude(Casbah Editions). Più avanti la sociologa ricorda che l'Algeria ha introdotto nel 1984 un codice della famiglia tra i più oscurantisti adottati dopo l'indipendenza. Solo per fare un esempio le donne algerine che vogliono sposarsi devono sottostare alla decisione di un tutore che può anche non approvare il loro matrimonio.
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lunedì, 11 giugno 2007

Quella parte di storia che tutti ci lega...

Metti un manager che per venti anni legge tutte le carte del caso Moro e tutti i libri in proposito e metti il suo libro che diventa un viaggio a 360 gradi all'interno di tutti i misteri di questa vicenda. Metti la prima libreria in assoluto, la Libreria Libridine di Ceglie Messapica (Brindisi), che lo ospita per iniziare a presentare il libro. Metti anche che durante la sua presentazione ti accorgi di tutti i livelli noti e ignoti che sono coinvolti nel rapimento e nella uccisione dello statista democristiano. E finisci non con avere certezze ma nel chiederti a cosa è servita la commissione stragi e a cosa sono serviti i cinque processi del caso Moro. E' quello che è successo sabato scorso in questo gran bel paese nel brindisino. E allora tocchi con mano quella sorta di complicità" di cui parla Renato Curcio "fra noi (le Brigate Rosse ndr) e i poteri, che impediscono ai poteri e a noi di dire cosa è veramente successo (...) quella parte di storia che tutti ci lega e tutti ci disunisce, cose che noi non riusciamo a dire perché non abbiamo le parole e le prove per dirle, ma che tutti sappiamo". Non a caso Manlio Castronuovo (seduto nella foto) autore di Vuoto a perdere (questo il titolo del testo) inserisce questa citazione nella quinta di copertina. Perché è, in fondo, il vero argomento del suo lavoro in questi anni che lo ha portato oltre che a leggere tutto in materia a sentire molti protagonisti e tante testimonianze "nell'ombra". Con la sua logica questo quarantenne brindisino smonta tutti i tentativi di fuorviare dalla verità chi volesse sapere di più sull'evento centrale nella storia della guerra civile in atto in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi,  come ha battezzato Giovanni Pellegrino, autore della prefazione, il conflitto strisciante in atto.

Metti anche tanti pazienti cegliesi ascoltano per un'ora e mezza tutto e poi intervengono per altri venti minuti. Anzi alcuni di questi cegliesi si mettono a diffondere la notizia già nei blog come smemorato, fondatore del blog dei cegliesi nel mondo,  pubblicando il comunicato, la locandina,  ma soprattutto incuriosendosi al mio post sulla presentazione. Insomma, un piccolo caso di blogger attivi nel discutere e nel tenere viva la partecipazione intorno a questo piccolo evento. E alcuni di loro erano presenti in libreria insieme a tanti cegliesi. Manlio ed io siamo loro grati. E ringraziamo per la sua paziente attenzione l'assessore ala cultura Pietro Suma.

Metti, infine, il sottoscritto che si ritaglia due applauditi interventi. Il primo è l'estratto del racconto di Valerio Morucci degli istanti convulsi del rapimento e l'altro Qualcuno era comunista di Giorgio Gaber letto e recitato con le emozioni e i dubbi suscitati dalla situazione. Un grazie anche ad Angelo Ciciriello per la grande disponibilità e allo stesso Manlio che nel suo sito ha riportato un breve réportage della presentazione. Ora sto facendo un po' di editing dell'audio che abbiamo registrato, con l'aiuto dell'amico Oliviero Colizzi e spero di pubblicarlo al più presto.
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giovedì, 07 giugno 2007

Due miserie in un corpo solo

"E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo". Finisce così uno dei pezzi più memorabili di Giorgio Gaber, Qualcuno era comunista, che potete ascoltare qui sopra. E quel sogno rattrappito è il sogno del comunismo. Chissà, quindi, come ci si sente ad essere un gabbiano senza l'istinto del volo, come un uccello ferito che rimane con un'ala spezzata e non può più volare. E allora, per campare, al massimo svolazza dentro casa dove qualcuno di buon cuore se ne prende cura. Da piccolo mio padre aveva allevato una tortora in questo modo ed era una gran pena vederla sebbene sia almeno sopravvissuta. E' l'immagine del comunismo ora, di quel comunismo verso il quale negli anni mi sono avvicinato in modo progressivo. Ma ho detto "avvicinato", non identificato. E questo scarto è importante per salvarmi come individuo ed essere capace di avere un pensiero e quindi sopravvivere pure io. Io, che alle prime elezioni votai Democrazia Cristiana o quello che restava della DC dopo il crollo del muro di Berlino. Tangentopoli e la debolezza di Segni e Martinazzoli di fronte al fenomeno Berlusconi, da una parte, e il recupero dell'esperienza da comunisti che mia nonna materna e un mio prozio (suo fratello) dall'altra mi hanno portato "a sinistra". Il resto lo hanno fatto i movimenti della società civile soprattutto il movimento  per la pace meglio conosciuto con l'etichetta "no global": comunisti che non si lasciano assorbire dal materialismo storico. Credo che si sia aperto un bel laboratorio per cercare di re-immaginare il comunismo o, se preferite, il comunitarismo. Ma poi qualcuno era e continua ad essere comunista anche per le stragi di stato come Piazza Fontana o per quello che è accaduto con l'affaire Moro. E' l'insieme di queste motivazioni che mi ha portato a scegliere questo brano per la presentazione di Vuoto a perdere di Manlio Castronuovo la cui prima tappa sarà sabato prossimo a Ceglie Messapica (Br). Lo interpreterò a mio modo, sperando che Gaber non mi fulmini dall'alto...
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categorie: citazioni, politica, diario, pace, brani
giovedì, 31 maggio 2007

Non vi reggo più!

"La castità... nun te regghe cchiù! La verginità... nun te regghe cchiù! La sposa in bianco... nun te regghe cchiù! Il maschio forte... nun te regghe cchiù!" Non ce la faccio più a sentir parlare di Family Day! Basta! Chi ha fede ed è davvero devoto non va in strada a mostrar le chiappe chiare! "I ministri puliti... i buffoni di corte..." nun ve regghe cchiù! Clementa Mastella ha ragione Visco ci hai fregati. Ma non nel senso che ti sei preso più fondi come forse voleva dire Visco. Ci hai fregati perché hai cancellato da solo tutta Tangentopoli e hai riciclato Cirino Pomicino. "Ladri di stato e stupratori... il grasso ventre dei commendatori" non vi reggo più! Pedofili e adescatori di bambini... preti baciasantini... non solo non vi reggo più ma meglio sarebbe per voi non esser mai nati! "Portobello e illusioni / lotteria a trecento milioni / mentre il popolo si gratta / a dama c'è chi fa la patta"non ve regghe cchiuuuuuu! Endemol, non ce la faccio più. Programma dei pacchi, non ce la faccio più! Grande Fratello che metti in palio un rene... non hai dignità! "Mentre vedo tanta gente... che non c'ha l'acqua corrente...  e non c'ha niente... ma chi me sente" Politicanti di destra, di sinistra, di sinistra radicale, di sinistra sinistra, di sinistra insinistrata, di Lisistrata, di Epicuro, di cure ai malati, di santi imbalsamati, di partorienti lasciate sole, di sole a tutti, di cinque minuti meno la mezzanotte, di Giovanna Mezzogiorno, del sole attorno, del Posto al sole.... non vi reggo piuuuuuuu bastaaaaaaaaa. State a discutere chi è il leader del partito democratico, che è un aborto, che è nato morto e non vi rendete conto che la gente non c'ha nienteeeeee. Per forza perdete voti! Lo volete capire? Dove sei Moretti? Hai ragione: con D'Alema e Rutelli (e Mastella) perderemo sempre!

E poi cari italiani di merda non vi reggo più. E vedete che non sono io a chiamarvi così ma Oliviero Beha in un passaggio del suo nuovo libro riportato da Beppe Grillo nel suo ultimo post.  "L’Italia è una nazione con il buco dentro. Un vuoto che accompagna l’italiano dalla culla alla bara. Non se ne accorge neppure più. E sprofonda, sprofonda. Quando va all’estero non trova inceneritori, traffico, sporcizia, maleducazione, burocrazia, pregiudicati in Parlamento, impunità, tariffe dei servizi pubblici da strozzini. Non trova neppure Tronchetti Provera, Geronzi, Berlusconi e Andreotti. E questo lo fa stare meglio. Cambiato. Ma al rientro gli bastano cinque minuti per adeguarsi e diventare il solito italiano di merda." A proposito Beppe Grillo non ti reggo più! Non ce la faccio più. Ogni giorno mi fai stare male anche se hai sempre maledettamente ragione, tranne qualche volta quando anche tu prendi certi granchi! Ha ragione Crozza: non fai nemmeno ridere più, tu devi andare a parlare all'Onu.

E poi non reggo più i blog, non sopporto nemmeno il mio più, non ce la faccio più con i servizi online di annunci specializzati, mirati, diretti, iper-professionistici! Ma dove? Ma cosa? E che vi credete che abbiamo studiato tutti a Oxford con il master a Los Angeles? Stiamo colando a picco ma Dio ci guardi da Berlusconi e Fini! E pure da Veltroni il buono! Siamo messi male. E gli ultratrentenni come me con poco lavoro e pochi soldi sono in guerra con questo paese. "Resistenza! Resistenza! Resistenza!" E allora amore mio ti amo... che bella sei... vali per sei... ci giurerei... ma è meglio lei... che bella lei...vale per sei"
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categorie: citazioni, news, diario, economia, attualità
martedì, 15 maggio 2007

I devoti da strada

Il Tartuffo di Molière"Non conosco niente che sia più odioso di una facciata imbiancata di falso zelo; di questi sfrontati ciarlatani, di questi devoti da strada, la cui smorfia sacrilega e ingannatrice si fa gioco a proprio piacimento di ciò che i mortali posseggono di più sacro e più santo, e ne abusano impunemente; gente dall’animo asservito agli interessi materiali che della devozione fa mestiere e mercanzia, e che pretende di acquistarsi credito e dignità pagandoli con finti sguardi al Cielo e con ostentati fervori; gente, insomma, che con un ardore non comune vediamo correre sulle vie del Cielo, inseguendovi però la propria fortuna; (...) gente che sa conciliare alla perfezione il proprio zelo con i propri vizi; gente astuta, vendicativa, senza onore, tutta sotterfugi, che se decide la rovina di qualcuno ha l’insolenza di mascherare con il nome del Cielo il proprio rancore, e tanto più pericolosa, nella sua aspra collera, in quanto impugna contro di noi le armi che più riveriamo, e si serve di un sentimento da tutti rispettato per assassinarci con una spada consacrata". (Molière, Il Tartuffo, Atto I, Scena V, Traduzione di Luigi Lunari, grassetti miei)



Sono le parole del saggio Cleante nel Tartuffo di Molière. E le pronuncia a proposito del Tartufo. Questi è un personaggio che si spaccia "per uomo pio e disinteressato" che "conquista la fiducia del padrone di casa ricco e credulone, cercando in realtà di soffiargli gli averi e la moglie. Il resto della famiglia, che non crede alle sue buone intenzioni, con un inganno riesce a smascherarlo, ma solo agli occhi dell'ingenuo Orgone, non a quelli della società. Le cose continuano ad andar male e il subdolo ospite sembra avere la meglio: sarà il re, vero e proprio deus ex machina, con la sua magnanimità a mettere a posto le cose e salvare la famiglia dalla rovina". Questa la trama di questa Commedia riassunta in una scheda di TeatroTeatro.it Dopo il contrasto improvvisato de La monachella e la prostituta è la seconda citazione che mi viene di dedicare al Family Day. Il motivo? Ancora una volta, a buon intenditor poche parole...
postato da: trofimov alle ore 21:22 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: citazioni, teatro, satira
sabato, 12 maggio 2007

La monachella e la prostituta


Partono oggi una serie di appuntamenti dedicati alle poesie improvvisate in ottava rima come facevano i trovatori medievali e poi i contadini di Toscana, Lazio, Sardegna e Abruzzo, persino quelli analfabeti. Si tratta di una forma poetica orale, del tutto improvvisata. In Toscana si cominciava in questo periodo, tra Maggio e Giugno, durante e soprattutto dopo la trebbiatura a raccontare, improvvisare e cantare storie. Di recente questa tradizione è stata ripresa, tra gli altri, da David Riondino.

Dedico, allora, tre strofe di un contrasto dal titolo La monachella e la prostituta al Family Day di oggi, senza dimenticare l'altra manifestazione, che io preferisco: Coraggio Laico.


Da La Monachella e la Prostituta Contrasto improvvisato da Vasco Cai e Edilio Romanelli a Fornacette nel 1974

Questo contrasto ha per protagoniste una prostituta e una monaca. La prima si lamenta della laidezza del suo "mestiere" ma dice che almeno il suo si svolge in mezzo alla strada, davanti a tutti mentre nei conventi si chiudono le porte e le imposte e non si sa quello che vi succede. Allora la monaca dice che le suore andranno in paradiso perché assistono i moribondi in ospedale mentre le prostitute andranno all'inferno. La prostituta reagisce dicendo che lei sente il rimorso per quello che fa mentre la monaca va convinta della sua religione in ospedale ma ne esce... incinta! Perché dedico queste strofe alle manifestazioni di oggi? A buon intenditor poche parole..


Prostituta (Romanelli)

Lo so, è un mestier che 'un aggrada,

certo davvero nun farò progresso:

almen conviene che ti persuada,

ragiona meglio come fu successo;

oggi un relitto so' in mezzo alla strada

e senza compassione al tempo stesso,

voi avete chiuse imposte, nulla si vede,

non si sa cosa dentro vi succede.



Monachella (Cai)

Sempre domina noi la Santa Fede,

sempre ricerca il bene e fugge il male;

cos'é la suora, cara mia, si vede,

basta entrare un pochin nell'ospedale:

a il moribondo là tutto provvede,

l'anima di colui pregando sale

verso il trono di Dio, ch'è il Bono eterno.

e tu sei ciondolona nell'Inferno.



Prostituta (Romanelli)

Io faccio il mio mestiere e mi governo,

presa a il momento forse del bisogno,

e a volte anche il rimorso sento interno

e spesse volte abbasso l'occhi e sogno:

sarò cascata al Pelago, all'Inferno

ma rifarmi una vita bramo e agogno;

tu andeste all'ospedale ben convinta,

ci andeste sana e risortiste incinta.

postato da: trofimov alle ore 12:31 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: citazioni, satira, attualità

Chi sono

Utente: trofimov
Nome: Giuseppe Vitale
Dopo aver studiato a Roma la storia della "gente che fa la storia" ho conosciuto il papà di tutte le maschere della commedia dell'arte: lo Zanni. Nel 2003 ho partecipato al film L'amore ritorna con la regia di Sergio Rubini. E poi, in un seminario, ho conosciuto Dario Fo. Nel 2005 mi sono laureato in lettere e l'anno dopo ho conosciuto la figura del clown. Ora mi esercito nell'improvvisazione teatrale. Come Trofimov, ne Il Giardino dei ciliegi, mi sento sbattuto dal destino ma con il presentimento della felicità futura.

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